lunedì 6 febbraio 2017

mercoledì 6 giugno 2012

Workshop PoliCultura e inclusione /4

Paolini: come possiamo aiutarvi a capire cosa va e cosa non va dei vostri lavori? Noi facciamo fatica a darvi questa risposta, perché i tempi delle giurie sono strettissimi e miriamo più alla valutazione che all'interpretazione, ma ci spiace non riuscire a dare un feedback esteso.
Cosa ne pensate? Vi sarebbe utile? Pensate questi giudizi vadano dati ai docenti che poi parlano con gli allievi o che parliamo direttamente con gli allievi?

Paolini mostra in breve PoliCultura portal (www.policulturaportal.it) con le narrazioni realizzate fino allo scorso anno e annuncia che dall'estate sarà di pubblico dominio.

Torrebruno sottolinea come molte delle competenze che si cercano di conseguire con PoliCultura possono essere acquisite (lato docente) con il nostro master online DOL (www.dol.polimi.it).

Docente: vorrei parlare di competizione. Ho sentito parlare molto di questo tema, ma non sono molto d'accordo. Non è un controsenso parlare di competizione e al contempo di inclusione? Del resto la competizione è molto motivante per gli studenti!

Il workshop è stato molto interessante! La discussione prosegue su Facebook: www.facebook.com/labhoc

Workshop PoliCultura e inclusione /3


Di Blas: cambiamo radicalmente argomento. Perché molte classi non riescono a concludere il lavoro? Quali sono i fattori che portano a non arrivare alla fine?

Docente: io quando è arrivato il materiale mi sono un po' spaventata. Molte colleghe non ce l'hanno fatta perché si sono scoraggiate a causa della mole di lavoro vs gli obblighi curriculari. Per contro, arrivar ella fine è una enorme soddisfazione, farcela ad arrivare in fondo è stupendo!

Di Blas: chi ha lavorato in ore extracurriculari? Alzata di mano: circa 40%

Paolini: se si quantificano le ore di lavoro per realizzare PoliCultura, quanto viene? Risposta: in media 40-50 ore più o meno per tutti, alcuni docenti di più.
Paolini: quanti di voi hanno inserito PoliCultura nelle attività curriculari? Risposta: circa il 90%.
Docente: PoliCultura ha avuto un side-effect molto interessante, nel senso che i ragazzi sono migliorati anche nelle discipline curriculari perché si sono appassionati all'attività e questo ha garantito un effetto volano.

Docente: io credo che il passaparola sia fondamentale per diffondere esperienze come questa. Sicuramente nella mia scuola, molte altre classi vorranno partecipare!
Paolini: noi abbiamo il timore che esempi di alta qualità possano scoraggiare altri, perché più un lavoro è di qualità più rischia di spaventare i docenti.

Docente: secondo me dipende molto anche dalla realtà in cui si opera, dal livello di partenza degli studenti.

Workshop PoliCultura e inclusione /2

Paolini: il tema inclusione è un tema difficile. Ma ciononostante è molto importante parlarne. 
Bisogna avere il coraggio di farlo!
Docente: spesso navighiamo a vista, perché abbiamo situazioni in classe molto molto variegate e non sempre si riesce a programmare le cose da fare. Siamo costretti a volte ad avanzare per trials and errors, la didattica è sperimentale e spesso è difficile trovare qualcuno che riesca ad aiutarci a capire cosa stiamo sbagliando. 
Paolini: verissimo, spesso le parole (anche la parola inclusione!) non vengono spiegate. E allora cosa vuol dire essere inclusivi? Cosa vuol dire per un insegnante garantire il successo formativo di altri? 
Docente: ma è davvero attuabile l'inclusione a scuola? L'esame di maturità prevede che si concluda la scuola con determinate competenze. Ma se io sono inclusivo al massimo, non li porto preparati alla maturità!
Paolini: il problema è talmente complicato che noi per ora riusciamo più ad instillarvi dei dubbi che ad offrirvi delle risposte. 
Di Blas: siccome il tempo è sempre tiranno, vi manderemo alcune di queste domande via mail, e ci piacerebbe se ci rispondeste in maniera estesa. 

Workshop PoliCultura e inclusione /1

Paolini propone un miniquestionario da fare in diretta, con le risposte per alzata di mano. Cerchiamo di capire quale fosse l'orientamento con cui i docenti hanno affrontato il lavoro di PoliCultura, rispetto ai temi dell'inclusione.
Cerchiamo di capire assieme se lavorando per PoliCultura con i propri allievi i docenti hanno posto particolare cura a temi inclusivi.  Cerchiamo anche di capire che tipo di approccio si è tenuto nel lavoro di gruppo.

Paolini: PoliCultura corre un certo rischio, ovvero che se io cerco di ottimizzare il lavoro secondo le abilità e le passioni pregresse degli studenti, seguendo i loro talenti naturali, ottengo un buon risultato ma rischio di "congelare" la situazione. Se uno studente è bravo a scrivere e io lo faccio scrivere, non rischio che si specializzi troppo e non migliori sui propri punti deboli? Un docente fa notare come la strategia che si segue sia dipendente anche dal proprio scopo: se si partecipa a un concorso si cerca di ottenere il massimo risultato possibile.
Un'altra docente afferma che nella sua classe hanno scelto di lavorare moltissimo con la peer review, sia all'interno dei gruppi sia con tutta la classe. Questo ha comportato un mix tra le due strategie.
Una docente fa notare come nei casi di disabilità sia necessario specificare obiettivi diversificati.

Paolini: molti insegnanti ci dicono che PoliCultura aiuta ad integrare studenti che si trovavano un po' ai margini della classe e chiede ai docenti di aiutarci a capire quali possano essere i fattori chiave: il concorso? la ridefinizione dei ruoli? la responsabilizzazione degli studenti? le attività innovative? la magia del prodotto finale? la visibilità del prodotto finale? Noi sospettiamo che siano un po' tutte, ma nei singoli casi specifici quali sono stati gli elementi chiave?

Il workshop comincia!


Inizia ora il workshop: Paolini introduce i temi della giornata. Ci occuperemo di :

1. Tutti gli studenti che hanno lavorato a PoliCultura hanno imparato? Il lavoro è stato inclusivo?
2. L'esperienza PoliCultura è laboriosa, metà non arriva alla fine. Come mai? Quali sono le difficoltà che si possono incontrare? Come migliorare?
3. Perché questo workshop?


Workshop: PoliCultura e inclusione


Tra pochi minuti inizierà, presso l'Aula Magna del Politecnico di Milano il workshop del titolo PoliCultura e inclusione. Discuteremo con il professor Paolini, la professoressa Di Blas, e con i docenti finalisti del concorso PoliCultura di come questa particolare attività possa essere d'aiuto all'inclusione. Vi terremo aggiornati da queste pagine sulla discussione. A tra poco!

giovedì 17 maggio 2012

Continuiamo a discutere di didattica inclusiva.
Sulla pagina Facebook del Laboratorio HOC (http://www.facebook.com/labhoc) abbiamo letto le esperienze di Carmen Valentino, Anna Tanimi e Narcisa Busi, adesso vogliamo conoscere anche altre opinioni:
- se siete insegnanti, avete mai sperimentato la didattica inclusiva?
- se si, credete di aver raggiunto gli obiettivi attesi? quali erano questi obiettivi?
- se no, perché? credete sia inutile?

Ci piacerebbe conoscere il maggior numero possibile di esperienze proseguendo la discussione sul blog o su Facebook.

lunedì 23 aprile 2012

Didattica inclusiva: mito o realtà?


“Inclusione” è una parola buonista. Tutti fanno (vorrebbero fare) didattica inclusiva (e collaborativa, costruttivista, …). Noi, però, vorremmo porre a tutti gli insegnanti due riflessioni:
A. Sappiamo veramente quali sono gli obiettivi dell’inclusione? Li condividiamo tutti?
B. Sappiamo veramente dire se un’attività didattica è inclusiva? E se si, in che senso?

Domanda A:
Alcune tra le possibili risposte:
1) Fare in modo che tutti gli studenti  partecipino attivamente alle stesse attività
2) Fare in modo che tutti gli studenti siano soddisfatti
3) Fare in modo che tutti gli studenti raggiungano le stesse competenze
4) Fare in modo che tutti gli studenti abbiano un ragionevole incremento di competenze
5) Fare in modo che tutti gli studenti sviluppino un atteggiamento e motivazioni  opportune
6) Fare in modo che tutti gli studenti migliorino atteggiamento e motivazioni
7) ………

Le cose sono meno ovvie di quanto sembri a prima vista, perché vari fattori influenzano gli obiettivi dell’inclusione.

Domanda B
Alcune tra le possibili risposte (in funzione della risposta alla domanda A)
a) sì: per la maggior parte degli allievi
b) sì: per gli allievi in difficoltà
c) sì: per gli allievi più bravi
d) no, dipende dalla situazione

collegati a questo tema ci sono:
il lavoro di gruppo: a quali condizioni può risultare inclusivo?
le TIC: possono aiutare? In che modo e in quali situazioni?


Ci piacerebbe avere la vostra opinione, come insegnanti, educatori, genitori o semplici appassionati di didattica e nuove tecnologie.


Paolo Paolini

Coordinatore del DOL- Diploma Online del Politecnico di Milano (www.dol.polimi.it)
Coordinatore di L4ALL – Tutti possono imparare (www.learningforall.it)

20 aprile 2012: consegna diplomi DOL


La giornata di studio Approfondire i temi della scuola dedicata a tutti i diplomati e i tutor DOL del biennio 2009/2011 si è tenuta venerdì 20 aprile 2012 nell'aula Rogers del Politecnico di Milano. La giornata si è aperta con il workshop L4ALL Didattica inclusiva: mito o realtà?: un questionario erogato sul momento ha dato vita ad un interessante scambio di opinioni a partire dalle esperienze professionali dei docenti intervenuti. Nel pomeriggio, il dibattito è stato aperto dal saluto del Prof. Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano e da un intervento del Prof. Maurizio Piscitelli, Dirigente dell'Ufficio Formazione personale docenti e accreditamento enti del MIUR. Successivamente il Prof. Evan Glazer, dirigente della Thomas Jefferson High School for Science and Technology, Virginia (U.S.A.) ha introdotto alla filosofia di apprendimento della sua scuola raccontando in che modo i programmi vengono progettati per supportare la trasmissione delle competenze e dei valori fondamentali agli studenti. A seguire, diverse domande dal pubblico hanno dato avvio ad un'interessante discussione. Il Prof. Paolo Paolini ha brevemente presentato le iniziative dedicate dal laboratorio HOC del Politecnico di Milano alla scuola italiana.
Al termine della giornata si sono svolte la premiazione del concorso video MovieDOL - Un corto per il corso! e la cerimonia di consegna dei diplomi agli insegnanti che hanno conseguito il Diploma On Line nel biennio 2009/2011 e ai tutor, in presenza del Prof. Roberto Negrini, Preside della Scuola di Ingegneria dell'Informazione.

Accedi alla galleria fotografica

In occasione della giornata di consegna dei diplomi, sono stati premiati i vincitori di Movie DOL: un corto per il corso, un concorso dedicato ai corsisti che vogliono raccontare in un video la loro esperienza al DOL. Ecco i vincitori:




mercoledì 8 giugno 2011

Workshop/9

Paolini: argomento più complesso. Voi potreste scoraggiare altri insegnanti: il vostro lavoro è talmente buono che potrebbe disincentivare insegnanti meno bravi. Come li possiamo attirare? Spostando l'attenzione non sul lavoro ma sul processo, con un premio per il lavoro migliore sotto il profilo del processo didattico. Questo però non è desumibile dal prodotto! Come facciamo? Dobbiamo chiedere di raccontarcelo. Pensate ai vostri colleghi più pigri o paurosi: potrebbe funzionare?

Molinari, primaria: lavorare a distanza potrebbe essere un'ottima idea, perché le classi dei bravi potrebbero "adottare" un altro docente che ha voglia di lavorare ma non si sente di andare alla fine.
Idea: il tutor che affianca l'insegnante che non si sente di fare da solo!

Pulcini: il grosso problema della scuola è documentare i processi, non fare il lavoro!

Pasqualin: la diffusione delle buone pratiche è sempre difficilissima a scuola, la comunicazione anche interna è difficile. Dobbiamo (soprattutto noi dirigenti) essere motivati a convincere i nostri docenti a lavorare!

Paolini: ora dobbiamo chiudere, ma mi piacerebbe che la discussione proseguisse sul blog di PoliScuola, via mail, insomma usando le tecnologie. La vostra opinione per noi è davvero importante, dobbiamo proseguire questo tavolo interessantissimo anche dopo questa giornata!

Workshop/8

Paolini: noi stiamo realizzando il portale delle narrazioni: vi racconto alcune idee e poi voglio sapere le vostre impressioni.
Noi metteremo il titolo e un abstract che in 5 righe chiarisce di cosa tratta. Un mini-sunto. Lo metteremo in inglese e in italiano (pensiamo a uno scenario mondiale). Abbiamo bisogno di volontari per un lavoro di revisione, ripulitura, riproposizione. Come fare questo lavoro? Noi abbiamo bisogno di 2 persone per livello di scuola che facciano questo lavoro. Vi scriveremo per chiedere la vostra collaborazione.
Inoltre dobbiamo classificare le narrazioni per tipologia (non argomento: tipo di esperienza) e per stile narrativo.
Il portale può essere un grande incentivo alla partecipazione al concorso!

Il prossimo anno cosa faremo?
Noi vorremmo raddoppiare il numero della classi. Per farlo faremo le short: una compatta a metà, ovvero un lavoro che dura 3-4 settimane. Secondo voi è una buona idea? Aspettiamo le risposte sul blog!
Altra idea sui contenuti: avere oltre al tema generale, degli approcci tematici tra cui uno su agricoltura e alimentazione, per questo abbiamo ospite qui la Coldiretti. Non vogliamo buonismo, vogliamo che ci raccontiate esperienze dirette a casa o a scuola oppure invitare le scuole a visitare le fattorie didattiche vicine.

Marco Camilli (Coldiretti): sicuramente Coldiretti è in primo piano con le fattorie didattiche per le scuole. Ospitiamo 3000-5000 bambini all'anno in alcune fattorie! Tutti i bambini che vanno alla fattorie poi tornano con le famiglie: è un approccio molto interessante. Io sono presidente del settore agricoltura biologica e questo settore può essere davvero straordinario questo settore per le narrazioni multimediali!

Pasqualin, dirigente scolastica: questa idea è ottima e si inserisce facilmente nel programma scolastico: non si tratta di inventare nulla, ma di fare reporting con gli strumenti che voi fate!

Workshop/7

Antoci, secondaria secondo grado: io non ho incontrato difficoltà, anche perché tecnologicamente i ragazzi sapevano fare tutto. Si sono concentrati sul lato estetico-comunicativo, sulla ricerca delle immagini: questo li ha motivati profondamente!

Paolini: quanti hanno dato un voto su questa attività? Circa 15%.

Celon, scuola primaria: gli insegnanti fanno a volte fatica a motivarsi: penso sia una questione generazionale, c'è un sacco di gente che tira ancora un po' indietro, la tecnologia viene visto come un mondo misterioso e non interessante. Esiste ancora una consistente fascia di docenti che tira indietro il sistema!

Cerquetti: spesso si pensa che un progetto sia fuori dal curriculum, invece va messo all'interno del curriculum! Nel momento in cui tratti un argomento, lo inserisci nel curriculum e poi lo valuti! Per l'inclusione: io ho molti bambini extracomunitari, che magari non parlavano, e invece hanno registrato l'audio e si sono sentit parte della classe: una catena di solidarietà ha portato all'integrazione di questi compagni! Tutti, ma davvero tutti hanno partecipato.

Workshop/6

Ramorino, secondaria secondo grado: noi avevamo obiettivi comportamentali, ma anche contenuti scientifici piuttosto complessi. La libertà di scegliere il proprio argomento preferito è un fattore motivazionale fondamentale: il docente non deve per forza irrigimentare i ragazzi.
Noto però che solo in gruppi piccoli (max 3 persone) i gruppi sono efficaci: ognuno doveva lavorare! Nel nostro caso hanno lavorato tutti, perché dovevano lavorare dall'inizio alla fine. Per noi l'obiettivo era rendere semplici argomenti complessi: rielaborazione che a scuola raramente si fa.
Difficili farli lavorare a casa: alle superiori un lavoro extra, che non è visto come un lavoro col voto è più complesso!
Paolini: alle superiori sono più smaliziati, ci sono altre priorità?
Ramorino: decisamente si

Paolini: quanti pensano di aver fatto molto lavoro extra? 90%! è un'attività che richiede molto lavoro extra (circa 20 ore extra per il 50%, di più per il 50%). Paolini: chiediamo la vostra disponibilità a farsi intervistare. Le cose di cui stiamo parlando ora non emergono spontaneamente dalle vostre relazioni! Se questi elementi fossero chiari nelle relazioni, aiuteremmo molti insegnanti a lavorare meglio!

Workshop/5


Parliamo ancora di inclusione.

Giuliante, scuola primaria: noi abbiamo lavorato rendendo il laboratorio il fulcro della classe. I ragazzi si gestiscono da soli, con l'insegnante che fa da guida: co-progettiamo con loro le attività, il docente prende appunti e cerca di capire cosa vogliono fare i ragazzi. Siamo partiti dalla domanda: cosa è per voi l'acqua? E poi abbiamo lasciato che i bambini lavorassero. La classe era una prima elementare, quindi non avevano ancora le abilità di base, e essere capaci di auto organizzarsi è notevole!

Paolini: ma il docente come deve intervenire?

Pulcini, scuola secondaria primo grado: io ho una classe 2.0, PoliCultura è stato una contenitore molto importante. Parliamo di inclusione: a tutti è stato proposto tutto, ma solo alcuni hanno appreso tutto. E' normale, è giusto, l'importante è che tutti abbiano la possibilità poi a un certo punto bisogna anche stringere e dare delle scadenze.

Paolini: la scadenza è fondamentale, ma a un certo punto obbliga a tagliare un po' il processo didattico...
Pulcini: è vero solo in parte: il processo didattico non viene tagliato, si sfruttano le abilità nel momento in cui servono, e PoliCultura diviene occasione per approfondire abilità anche informatiche. Abbiamo coinvolto grazie a PoliCultura molti altri docenti, abbiamo approfondito l'argomento, abbiamo lavorato in maniera interdisciplinare, obiettivo sempre incoraggiato, ma difficilissimo da raggiungere!
Torrrebruno: in che senso PoliCultura aiuta la sintesi in senso intensivo ed estensivo?
Pulcini: 1001storia è fatto proprio perfetto per la convergenza!

Pirozzi: l'interdisciplinarietà prevede tempi e grande accordo anche coi docenti. Questo non è facile! Noi abbiamo cercato di dare a tutti un compito da portare dall'inizio alla fine. Certo, non è stato possibile controllare tutto, abbiamo lasciato un po' di libertà, ma questo è anche un bene!
Emergono i talenti naturali, è vero, ma noi abbiamo anche forzato un po' per rafforzare alcuni elementi!

Workshop/4

Paolini: parliamo ora di organizzazione del lavoro. Come avete organizzato il lavoro? Noi sappiamo che ciò che fa la differenza è il processo più che il contenuto.
Passiamo alla parte più scientifica del workshop, ho due domande:
1. nel merito per esempio dell'inclusione. Si dice "tutti hanno partecipato", poi scavando in dettaglio si scopre che non tutti hanno fatto le stesse cose? Cosa significa esattamente tutti hanno lavorato? Su questo tema stiamo lavorando con il progetto learning4all, intervistando gli insegnanti e cerchiamo di capire meglio queste dinamiche.
2. c'è una grande difficoltà nel raccontare ciò che avete fatto: gli insegnanti - voi inclusi - fanno fatica a spiegare (se non nelle interviste) ciò che avete fatto. La domanda è: come si fa a fare un reporting più efficace anche in ottica di riutilizzo dell'esperienza?

Amabile, scuola primaria. Ci sono state delle difficoltà anche nel gestire la classe. I genitori hanno dato una grossa mano collaborando con noi. Tutti hanno partecipato, si è cercato di recuperare anche a casa coi bambini che potevano dopo la scuola. Anche qui PoliCultura è stato occasione di convergenza straordinaria tra differenti attività.

Paolini: quanti hanno lavorato in orario extrascolastico? Circa 30%. E quanti hanno già partecipato? 20% circa.

Workshop/3

Pirozzi scuola secondaria di secondo grado. Abbiamo spaziato nel tempo e nello spazio, da Delfi al 2012. Abbiamo conosciuto meglio il nostro territorio attraverso PoliCultura. Rispondo alle domande: il curriculum per noi è un po' rigido, io ho sacrificato il programma di storia, ma sono felice di averlo fatto: volevo cercare di insegnare in maniera più efficace. Ho prospettato ai ragazzi il concorso, ma non era quello l'obiettivo, bensì quello di fare qualcosa di trasversale. Il concorso è stato per i ragazzi un motore motivazionale straordinario.
Abbiamo analizzato vari codici (testi scritti, videogiochi, film...): diversi approcci ad un'unica tematica!
Loro avevano già le abilità tecniche, quindi sono le attitudini (parlare in pubblico, avere rispetto per i compagni) a essere sate sviluppate.
I gruppi si sono auto-organizzati e hanno lavorato tutti e 20.

Caccaro, scuola primaria: volevo aggiungere che per noi la possibilità di dare agli alunni che sono portatori di DSA o che hanno deficit un mezzo che per loro semplifica la vita a scuola. Non riuscivano magari a fare cose che gli altri fanno facilmente, e attraverso il computer hanno potuto partecipare. Attività di inclusione vera!
Noi siamo partit da un'esperienza pratica, abbiamo girato il paese e poi abbiamo spiegato ai bambini l'importanza di organizzare i contenuti per condividerli. Nuovo modo di fare didattica, che ci ha permesso di includere bambini che altrimenti sarebbero stati esclusi!

Pompucci, scuola secondaria di secondo grado: io ho lavorato sull'Unità d'Italia con una quarta superiore sperimentazione Brocca. Abbiamo lavorato molto duramente, impiegandoci 2 mesi di tempo, rubando un po' di tempo alle materie. Però per me era importante che i ragazzi capissero e si impossessassero dei concetti. La comunicazione è stata una vera sfida: essere sintetici è difficilissimo, loro fanno molta fatica, ho dovuto farli lavorare duro (e la proroga è stata molto utile in tal senso!). Confermo che il concorso li ha molto motivati.
Qualche gruppo ha lavorato più lentamente e ho dovuto aiutarli o farli aiutare dai pari. Io non correggevo il testo, segnalavo gli errori e chiedevo che fossero loro a effettuare le correzioni, così hanno imparato molto di più!

Workshop/2

I numeri di Policultura sono importanti, ma al contempo sono anche pochi: abbiamo il sospetto che il molto lavoro possa scoraggiare gli altri. Quindi mi chiedo: perché ne vale la pena? Chiedo a voi di darci degli spunti!
Benefici: didattici, ambientali, motivazionali, curriculari. Quali sono i più importanti?
Perché pochi di voi parlano di benefici inerenti la qualità della comunicazione? Lo date per scontato?

La professoressa Cerquetti (scuola primaria) interviene e dice che ne vale la pena. Dice: ho il 50% della classe non italiana. Abbiamo fatto una narrazione sulle madri della patria, una ricerca al femminile. Ne è valsa la pena: venendo a Milano i ragazzi parlavano di Verdi come fosse stato un loro amico, un loro parente! Il contenuto del passato storico serve al presente di questi ragazzi, che riescono attraverso le modalità che hanno usato per fare PoliCultura a vivere il presente!

Paolini: come mai PoliCultura aiuta il contenuto? Si poteva fare lo stesso senza?

Cerquetti: No. Non si sarebbe potuto, lo strumento tecnologico, unito alla ricerca ha consentito di impossessarsi più profondamente dei contenuti. Partendo dal CD realizzato abbiamo fatto anche uno spettacolo teatrale: questo approccio integrato è stato fondamentale.

Paolini: la differenza la fa la tecnologia o il concorso, che da visibilità e stimolo esterno? La spinta qual è?

Greta Celon, scuola primaria: noi quest'anno avevamo il centenario del circolo didattico e avevamo l'obiettivo di fare degli studi che vedessero approfondimenti. Io coi piccoli avevo bisogno di qualcosa di creativo, per far arrivare il messaggio del cambiamento che ha attraversato 100 anni. Policultura: strumento simpatico ed efficace per mettere insieme più cose, la tecnologia consente la convergenza dei contenuti. Abbiamo unito in questo modo il lavoro a scuola e quello a casa. La narratività inoltre è stata molto efficace. E abbiamo coinvolto le famiglie! La comunicazione è stata molto più facile!
Infine la visibilità per noi è importante: le famiglie anche lontane possono vedere il lavoro dei loro ragazzi!

Workshop/1

Paolini: l'obiettivo di questo workshop è quello di sfruttare una giornata come quella della premiazione PoliCultura, per parlare coi docenti che si sono dimostrati molto bravi.
4 obiettivi:
1- promozionale per il prossimo anno
2- chiedere la vostra collaborazione per il portale generale PoliCultura con tutte le narrazioni raccolte fino ad oggi, a livello internazionale: ci serve la vostra collaborazione!
3- PoliCultura è parte di Learning4all: come la tecnologia è inclusiva?
4- dal punto di vista degli insegnanti, ho una domanda (poco scientifica) ma molto seria: "ma chi ve lo ha fatto fare? ne è valsa la pena? e in che senso ne è valsa la pena??"

Inizia il workshop!

Sta iniziando il workshop, il professor Paolini presenta i presenti: una trentina di docenti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado di 11 regioni diverse, che hanno lavorato con i propri studenti alle narrazioni PoliCultura.
L'obiettivo del workshop è cercare di identificare le strategie più efficaci messe in campo nel realizzare le narrazioni.